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Tomo primo
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quella carriera. E la musica degli antichi illustrata dal Mei-bomio e dal Doni, la navigazione e il commercio de’ me-desimi trattati dall’Uezio, e tanti altri punti non toccati da-gli altri scrittori precedenti, ed eruditamente rischiarati nelpassato secolo , le infinite raccolte di medaglie, d’iscrizioni ed’altre anticaglie , e le vaste collezioni delle antichità gre-che e delle romane compilate dal Grevio, e dal Gronoviosono monumenti assai valevoli a far vedere, che col caderedel secolo decimosesto non rimisero del loro fervore gli stu-dj degli antiquari. Oltredichè ad accrescere viemaggiormenteanche in questa parte l’onore letterario del secolo passatoconvien osservare, che allora piu si estesero, e si propagaronoi confini delle ricerche degli eruditi. L’Olstenio, lo Schel-strate, il Ciampini, il Bacchini 5 e più altri aprirono nuovicampi nelle ecclesiastiche antichità. Roma, Grecia e la Pa-lestina, le lingue greca ed ebraica, e le notizie a quelle na-zioni spettanti non bastarono come per l’addietro ad appaga-re la curiosità degli eruditi 5 vollero questi entrare nell’Ara-bia, nella Persia, nell’Egitto, e penetrare infino alla Cina.Allora Odoardo Pocok diede il suo Sas^io della Storia ara-bica ; la Biblioteca orientale deìl’Erbelot fece conoscere gli uo-mini illustri, i fatti, gli usi, e quasi tutto ciò che appar-tiene a quella parte, del mondo, trasferendo agli sguardi de-gli occidentali furto ^Oriente • l’Hottinger si prese a darci no-tizia de 1 progressi della letteratura di quelle nazioni ; le mis-sioni de’ gesuiti aprirono agli occhi degli europei un nuovoteatro nella Cina; e l’Africa e l’Asia presentarono nuovicampì ove spaziarsi l’europea curiosità. Cosi anche gli studjd’antichità, che pure non fanno il vanto della letteratura diquel secolo, riceverono dall’erudizione e dallo spirito filosofi-co allor dominante notabile aggrandimento.