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liano, e d’altri vescovi pelagiani, entrava nell’esposizione de’proprj suoi sentimenti intorno all’Incarnazione, accusando diariani e d’apollinaristi i suoi avversarj, e quanti ne parlava-no diversamente. Prudentemente il papa Celestino prima didare alcuna risposta volle interpellare Cirillo ; e come questidovè differire alquanto per iscrivere una piena informazionedi tutto, replicò intanto Nestorio le sue lettere , vi unì co-pia di quella che aveva scritto a Cirillo, ne mandò anchede’ suoi sermoni, e fece conoscere più chiaramente a Romai veri suoi sentimenti. In questo tempo consultato Cassianoda san Leone, allora diacono, poi vescovo di Roma, scrissela dotta e cattolica sua opera, che sopra abbiamo accenna-ta, in sette libri divisa, dove scopre i principj di quell’ere-sia, confuta tutte le proposizioni di Nestorio, dimostra conmolte ragioni l’unione delle due nature in una persona, e ilpotersi quindi attribuire alla persona di Gesù Cristo ciò cheall’una ed all’altra natura conviene, e combatte finalmenteNestorio coll’armi della tradizione (a ). Giunse questa a Ro-ma verso il medesimo tempo, in cui vi capitarono anche lelettere e i deputati di Cirillo ; e tosto il papa, radunato inRoma un concilio, condannò gli errori di Nestorio, gl’inti-mò la ritrattazione, lo minacciò di scomunica, se dentro die-ci giorni non la faceva, e dichiarò Cirillo per suo legato,trasferendo in lui la sua autorità in quanto riguardasse quest’affare. Allora fu che Cirillo compose i famosi Anatematìsmi ,dove si propongono le verità della fede cattolica, che s’han-no da credere, e gli errori da condannarsi, ed unitamentealla lettera del papa Celestino li mandò a Nestorio da sot-toscrivere per atto di sicura e vera ritrattazione della ' sua
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