Band 
Tomo sesto & settimo.
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Teodoreto.

Uguale venerazione si sarebbe meritata parimente Teodo-reto, se l’amicizia con Nestorio e con Gioanni antiocheno nongli avesse fatto abbracciare con troppo ardore il partito ne-storiano. Pochi scrittori ecclesiastici possono uguagliare nelmerito Teodoreto. Scrittore elegante, erudito e divoto, sa-gace critico, storico giudizioso, cementatore delle scritturechiaro e istruttivo, era parimente sottile controversista e pro-fondo teologo. La religione cristiana ebbe in lui un valen-tissimo apologista r, e le dieci omiiie su la provvidenza nonsolo provano la fisica e la morale provvidenza di Dio , madimostrano altresì l’Incarnazione del Salvatore, e la religio-ne da lui insegnata j e molto più la grand’opera della Curadelle greche passioni , ossia de’ greci errori, è una delle ope-re apologetiche della cristiana dottrina più erudite, più ra-gionate e più varie di tutta l’antichità. Con uguale eloquen-za ed erudizione difese la fede cattolica contro gli errori de-gli eretici. Infatti ne’ sette dialoghi, attribuiti da alcuni adAtanasio, da altri a Massimo monaco, ma restituiti a Teo-doreto dal Garnerio suo illustratore, combatte fortemente glianomei, i macedoniani e gli apollinaristi. Più vivamente ezian-dio ne’ quattro libri dell'Eraniste> o Poliformo, che sono sem-pre stati inconcussamente a lui attribuiti, prima in dialoghi,e poi in più stretti raziocinj per vìa di sillogismi, prendendouna materia a que’ tempi più in voga, sostiene con sottiliargomenti, e con molti passi della scrittura e de’ padri l’im-mutabilità del Verbo divino, i’inconfusa unione delle due na-ture divina ed umana in Gesù Cristo, e l’impassibilità delladivinità di Gesù Cristo. Ne’ quali libri, quantunque nullacontenga contrario assolutamente alla cattolica verità, nè visia proposizione, che non possa in buon senso riceversi, non-dimeno, come la sua amicizia con Nestorio rendeva sospetto