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Tomo sesto & settimo.
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vescovi, a’ cortigiani, ed a quanti potevano contribuire alconseguimento del bramato fine, ed ogni mezzo adoperò cal-damente per poter tosto soffocare la nascente eresia; e radu-nò concilj neiroccidente, e mandò legati a que’ dell’orien-te, e s’oppose a’ corrotti conciliaboli, ed ottenne finalmentedall’imperadore Marciano la convocazione del generale con-cilio calcedonense, il più numeroso, e pieno di quanti se nefossero mai congregati nella chiesa. Seicento e trenta VCSCO* Concilio

0 0 calcedonen;

vi si radunarono in quell’augusta assemblea nell’anno 4ji, se -alcuni ministri imperiali col titolo di giudici vi assisterono,per attendere alla pubblica quiete ed all’esterna polizia; l’im-peradore stesso colla sua presenza vi concorse a dare mag-gior peso d’autorità alle decisioni di quel concilio. Quivi sirividero attentamente gli atti del sinodo costantinopolitano,dove fu condannato Eutiche; e del conciliabolo efesino, do-ve fu assolto; e dove al contrario vennero deposti Flavianoed Eusebio; si recitarono i simboli niceno e costantinopolita-no., ed alcune lettere di san Cirillo; fu letta e ricevuta col-lè maggiori espressioni di venerazione e di sommissione lalettera di Leone a Flaviano ; si ascoltarono non solo i vesco-vi, che si lagnavano delle violenze di Dioscoro, ma i ve-scovi e i monaci, che prendevano le difese d’Eutiche e diDioscoro; e dopo una diligente perquisizione e matura con-siderazione di tutto, venne sottoscritta da tutti solennementela lettera di Leone, riconosciuta come la norma della fedecattolica unitamente a’ simboli niceno e costantinopolitano,ed abbracciata dal concilio come una colonna per sostenerela verità de’ dogmi ortodossi ; e secondo la dottrina della me-desima si stabilì decisamente la dottrina cattolica , e si di-chiarò, che si dèe creder da tutti, che ,, nostro signore Ge-„ su Cristo è uno, e il medesimo Dio ed Uomo, perfettoTomo VI. s