Band 
Tomo sesto & settimo.
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Sette domi-nanti .

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za ed energia all’eloquenza, ajutava a far vedere in buonaspetto la religione, ed a sporla nel vero suo lume, ciò cheforma tutto l’oggetto della teologia. Or cambia alquanto lascena: i goti, i vandali, gli alani ed altri barbari settentrio-nali vengono ad occupare le più colte provincie meridionalidell’Europa e dell’Africa ; ed al timore delle lor armi, e al-la soggezione del loro comando si vanno dileguando gli avan-zi, che restavano dell’antica letteratura. Gli stessi ingegnis’oscurano e s’indeboliscono, nè sono più capaci delle grandied originali produzioni, che finor abbiamo vagheggiato. Nonpiù si vedono sorgere nell’Africa Tertulliani, Cipriani e Ago-stini, nè più può Milano sentire un Ambrogio, nè la latinaeloquenza ed erudizione può più vantare un Lattanzio e unGirolamo; nè molto meno la greca può ornarsi de’ gran lu-minari degli Eusebj, degli Atanasj, de’ Basii;, de’ Gregorj,de’ Cirilli, e di tant’altri, che la coronavano del più puro emaestoso splendore. L’eresie stesse non hanno più vigore distendersi a nuove invenzioni, e di vantare almen negli er-rori un’ardita e romorosa originalità. E tutto tende ad illan-guidire lo studio della religione, ed a condurre alla deca-denza la teologia. Infatti l’eresie, che seguitarono a domi-nare dopo il concilio calcedonense, furono le inventate nelperiodo di tempo, che abbiam ora scorso. I vandali e i go-ti professavano l’arianismo, e lo promovevano ne’ popoli dalor soggiogati; ma colla forza e violenza più che colle ra-gioni e co’ libri. I pelagiani, scacciati dall’Inghilterra, per-seguitati nelle Venezie, ed or sofferti, or oppressi in altreprovincie, seguitavano a disturbare le chiese dell’occidente ;mentre nell’oriente, spalleggiati da’ nestoriani, a’ quali inqualche maniera erano uniti, ancor dopo gli anatemi inti-mati nel concilio efesino, si facevano nuovi seguaci. I semi-

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