Padri afri-cani .
^ant’Euge-nio.
Vigilio ta-psense.
M4
La chiesa africana, nutrita colla dottrina de’ Cipriani, de-gli Ottati, degli Agostini e di tant’altri rinomati scrittori ec-clesiastici, si conservò per più tempo in qualche vigore teo-logico 5 e il rigore delle persecuzioni, che colà più che al-trove infieriva, obbligò i suoi vescovi a più diligente studio,ed a più attenta lettura della scrittura e de’ padri, che ave-vano insegnate ed illustrate le verità, ch’essi professavano.Videsi infatti allora sant’Eugenio vescovo di Cartagine pre-sentarsi intrepido a disputare cogli ariani ; e ricusando questiper timore la contesa, ch’essi stessi avevano provocata conmolta baldanza, offrire in un dotto libro una piena e benragionata confessione della cattolica fede ; scrivere lettereistruttive della vera religione a’ suoi fedeli, e presentare apo-logie e altri scritti al re vandalo Unnerico, ostinato ariano,e feroce persecutore de’ cattolici. Videsi contemporaneamen-te Vigilio tapsense produrre molte e lunghe opere in formee guise diverse contro gli ariani, ed or in dialoghi sotto inomi di sant’Atanasio e di sant’Agostino, or in lettere sottoquello d’Idacio Claro, or in istoriche narrazioni di studiatedispute e di strepitose controversie, or in risposte alle obbie-zioni degli ariani, or in altre differenti maniere mettere inchiaro, e sostenere salvi ed illesi i dibattuti dogmi della di-vinità del Figliuolo e dello Spirito Santo, e dell’unità dellaTrinità. Nè contento quel dotto vescovo d’avere faticato con-tro gli ariani, e sofferto persecuzioni e molestie per la dife-sa della Trinità, fuggito poi nell’oriente, prese anche a so-stenere i dogmi cattolici colà combattuti dell’Incarnazione, escrisse più libri contro Nestorio e contro Eutiche in difesadel concilio calcedonense. Ma quando anche altro non aves-simo di lui , non basterebbe il solo Simbolo detto di santAta-nasio , ed a. lui comunemente attribuito da’ critici, per ren-