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genzio africani pur furono i teologi, che non solo nella chie-sa latina, ma eziandio nella greca menarono gran romore;e fra’ più celebri difensori de’ tre capitoli, e fra’ più pregia-ti scrittori ecclesiastici della metà del secolo sesto si contanogli africani Facondo ermianense, e Liberato, a’ quali fannoonorevole compagnia Vittore tunnunense , Primasio, Junilio,ed altri illustri lor nazionali.
Francesi. La Francia pure ebbe molti coltivatori degli studj teolo-
gici , benché non potesse contare fra quelli un sant’Ilario.Senz’entrare ad esaminare col Sirmondo (a) , col Basnage (b),col Noris (c) e con altri, se debba Fausto di Ries riputarsipel capo de’ semipelagiani, e fino a qual segno possa incol-parsi, o scusarsi la sua dottrina intorno alla grazia, egli cer-to fu dotto scrittore, ed uno de’ più stimati della Franciasu la fine del quinto secolo. Ruricio, autore di lettere assaipregiate, e di polito stile, ma poco interessanti per la partedogmatica, come dice il Basnage (d)$ Cesario arelatense, pa-ragonato dal Noris con san Fulgenzio, e trovato sì somi-gliante, che li chiama Castore e Polluce (e), e altri mona-ci del famoso monistero di Lerins, ed Alcimo Avito, e moltialtri conservarono ancora qualche gusto de’ buoni studj. Più
italiani, grand’uomini potè vantare nel sesto secolo l’Italia, ma nonugualmente esercitati negli studj teologici. Ennodio avevagran fuoco e vivacità d’immaginazione j ma tuttoché vescovodi Pavia, più s’occupava in argomenti di belle lettere e d’e-loquenza che in materie ecclesiastiche, alle quali però tal-volta discende. Nomi illustri nella storia letteraria, non me-no che nella civile e nell’ecclesiastica, sono Cassiodoro e Boe-zio .* ma nè l’uno, nè l’altro, legati com’erano alla Corte , e
(a) Hist. Praedest. (b) Iti Faustum observ. Thes. moti. ec. Canisii tom. I.(c) Hist. Pelag. I. il. (d) Ubi sup. in Furie, observ. (e) Hist. Pel. 1. il, C. ult.