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distratti in altri pensieri e in altre incombenze , non hannopotuto impiegare per molto tempo i loro studj nelle materieteologiche. Cassiodoro scrisse a nome suo ed a nome de’ re cassiodoro.Teodorico ed Alarico lettere d’affari civili, che sono ora in-teressanti per la storia di quel secolo; diede fuori libri stori-ci, gramaticali e filosofici, e d’altre materie; entrò anche nel-le sacre, ed oltre le Istituzioni delle divine lettere , che puòdirsi un breve metodo de’ sacri studj, fece eziandio conten-ti de’ salmi e d’alcuni altri libri della scrittura, ed una bell’opera compose intitolata Complessioni su gli atti e su repi-stole degli apostoli, e su l’apocalissi, della quale il dottoMàffei, che è stato il primo a pubblicarla, n’ha fiuto giu-stamente rilevare l’utilità (<2); ma non ha lasciato alcun’ope- r
ra, che potesse dirsi veramente teologica. Anzi sebbene nel-le complessioni e ne’ contenti tocchi ed illustri molti puntidella cattolica fede, fa pure spesso vedere quanto fosse giàin decadenza il buongusto anche in questa parte di studj.
Più dotto di Cassiodoro dovrà ancora riputarsi Boezio. Non Boezio,m’opporrò al giudizio, benché per altro non abbastanza cer-to, del Vossio (b), il quale chiama Boezio uomo dottissimoin greco e in latino, ed in ogni genere di discipline, e ilpiù erudito che avesse Roma conosciuto dopo il tempo diVarrone; ma solo dirò, che Boezio dedicò bensì gloriosa-mente le sue letterarie fatiche alle matematiche, alla filoso-fìa e ad altre parti della profana letteratura, ma che se vol-le poi anche scrivere di materie teologiche, del mistero del-la Trinità, e contro gli errori d’Eutiche e di Nestorio, nonpotè con questi suoi scritti ottenere presso i teologi quell’o-nore , che s’era meritato cogli altri da’ matematici, da’ fi Jo-
ta) In Praef in not'ts. Osserv • letter. tom. I. (b) De poet. lat. eap. v.