154
dallo spirito polemico per potersi tenere in particolare riguar-do dagli apologisti della religione. Egli, al dire di san Brau-lio, confuse e distrusse l’eresia degli acefali co’ dardi delledivine scritture, e co’ testimonj de’ padri; e scrisse in oltreun libro su l’eresie, in cui seguendo gli esempi de’ suoi mag-giori raccolse colla brevità che potè ciò ch’era sparso e dif-fuso in altri (a)$ egli nell’esposizione del simbolo apostoli-co , in alcune lettere e in altri scritti toccò varj punti dog-matici con giustezza e con chiarezza, benché senza moltaprofondità. Se una compiuta edizione avessimo delle opered’Isidoro, quale la desideravano il Fabricio (b) e il Burriel (c),quale forse l’avrebbe data Feruditissimo Zaccaria, se l’avessecondotta al bramato fine, e quale co’ lumi datici da Nicco-lò Antonio ( d ), dal Bayer (e), dal Rodriguez Castro (/), eda altri moderni, potrebbe farsi, si troverebbe forse argomen-to di riguardarlo come un santo padre e vero dottore dellachiesa universale, come altri l’hanno voluto chiamare (g):or noi troviamo bensì ne’ suoi scritti chiare pruove della co-stante tradizione della chiesa nella credenza de’ dogmi cat-tolici e preziosi monumenti della dottrina e della disciplinaecclesiastica ; ma non abbiam opere classiche, che spieghinomaestrevolmente qualche mistero della nostra religione, e checi mostrino in Isidoro un sublime teologo. Così in tutto l’oc-cidente la mancanza d’occasioni d’aguzzare l’ingegno, e dimeditare su’ libri, per difendere dalle sottigliezze degli ereti-ci la cattolica fede, faceva illanguidire lo studio della teolo-gia, e nè la Spagna, nè le Gallie, nè l’Italia, nè altra pro-vincia poteva vantare insigni teologi.
(a) In praenot. (b) Bill. mei. et inf. lat. V• Isidorus Hìspalensis.
(c) Loc. cit. (dj Fibl. vet. hisp. lib. v, c. rv. (e) In notis ibid.
(f) Bib Esp.t.il. (g) Mart.Pol.inChr. pressoMar.if.afeiss/U.vIjC.vIjEd.Matr.anuySo.