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ciò era venuto in sospetto di nestorianismo: ed egli, persegui-tato, calunniato, e condannato dagli eutichìani, ricorse alconcilio, dove i padri, sentite distintamente sì d'accuse, chele difese, e letta la famosa sua lettera, lo dichiararono in-nocetìte, e degno d’occupare l’episcopale sede , ond’cra statoscacciato. A dire il vero la maniera, con cui in quella let-tera parla Iba di Teodoro di Mopsuestia, di Gioanni antio-cheno, di san Cirillo, del concilio efesino, e del concilia-bolo de’ partigiani di Nestorio, ed alcune espressioni, che silascia cadere dalla penna sul Verbo di Dio, potevano ren-derlo sospetto di qualche infezione di nestorianismo 5 ma co-me nella medesima professava la fede cattolica di due natu-re e d’una persona in Gesù Cristo, e come a viva voce ave-va anatematizzato Nestorio e tutti i suoi seguaci, aveva ri-conosciuto il concilio efesino colla stessa venerazione che ilniceno, ed aveva sposto il perchè ed il quando aveva pen-sato sfavorevolmente della dottrina di ^an Cirillo, e piena-mente e senza restrizione abbracciava il concilio efesino ela lettera di san Leone, e condannava Nestorio e la sua dot-trina; così senza fermarsi in alcune espressioni di quella let-tera, scritta già qualche tempo prima, lo dichiararono per in-nocente, nè stimarono bene di muovere nuovi torbidi (a).Presero quindi armi i nestoriani per sostenere la loro opinio-ne , che dicevano altra non essere che quella di Teodoro,da essi tanto lodato, e proposto come maestro della veradottrina. Gli eutichiani al contrario prendevano occasione dideclamare contro il concilio dal vederlo approvare ed assol-vere i promotori del nestorianismo, e i ninnici di san Cirilloe del concilio efesino. E però da osservare, che queste cau-