Band 
Tomo sesto & settimo.
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l’autorità del concilio, che gli altri con tant’impegno vorreb-bono attenuare. Veramente il concilio nulla mai disse di Teo-doro, e solo dichiarò innocenti Teodoreto ed Iba, dopo ave-re dato l’anatema a Nestorio ed a tutti i seguaci della sua' dottrina. Ma gli eutichiani credevano di trionfare degli ana-temi del concilio coll’ottenerne uno contro i famosi Capitoli;e Giustiniano, accecato dalla smania di teologizzare, si la-sciò prendere ne’ loro lacci, e compose varj scritti in con-futazione de’ tre Capitoli, e prese l’impegno e il calore d’unfanatico teologo pel bramato esito della sua causa.

Merito dei- Lasciamo agli storici ecclesiastici il descrivere le premurek c* 1151 .di Giustiniano, la facilità e la resistenza del papa Vigilio,de’ patriarchi e de’ vescovi, e i molti e notabili fatti alloraccaduti, che darebbono materia ad una ben lunga storia;e noi ci ristringeremo soltanto a ciò che ci sembra necessa-rio per formare una qualche idea della parte teologica diquesta famosa disputa. Perchè tant’impegno degli esitanti afar condannare que’ soli tre vescovi Teodoro, Teodoreto edIba? Se Teodoro fu maestro di Nestorio, Diodoro tarsenselo fu di Teodoro, e san Cirillo non meno scrisse contro Dio-doro che contro Teodoro, e in quello non meno che in que-sto riscontrò i semi del nestorianismo, e ciò non pertantonon si cercava la condanna di Diodoro, ma soltanto quelladi Teodoro. Se Teodoreto ed Iba avevano lodato Teodoro,molto più frequenti e più chiari elogj gli aveva reso Gioan-ni antiocheno. Perchè dunque tanta premura contra Teodo-ro, contra Teodoreto, e contra Iba, e tant’indulgenza conDiodoro, con Gioanni antiocheno, e con varj altri, ch’era-no nel medesimo caso, se non perchè quelli si credevano ap-provati dal concilio calcedonense, la cui aurorità volevasiannullare, e questi non v’erano nominati? Non credo, che

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