Band 
Tomo sesto & settimo.
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Giustiniano fosse a parte di queste intenzioni, che anzi eraportatissimo pel concilio, e passava per sinodita (a)} ed eglistesso lo dichiarò nel suo decreto, intimando anatema a chidicesse aver egli mai pensato d’agire contro i padri di quelconcilio. Ben al contrario il desiderio di vedere abbracciatoda tutti quel concilio lo sedusse a seguire il doloso suggeri-mento di Teodoro di scrivere contro i tre Capitoli, ed ob-bligare tutti a condannarli. Ma i vescovi cattolici ben co-nobbero quali fossero le mire degli acefali nel prendersi tant’impegno. E infatti i due patriarchi di Costantinopoli e d’A-lessandria, Menna e Zoilo, molta resistenza opposero a talecondanna, e generalmente i vescovi orientali per condiscen-denza soltanto alle dichiarate brame deH’imperadore, non perintima persuasione, e di propria spontaneità si sottoscrisseroal suo editto. Gli occidentali, lontani dalle lusinghe e dal-le minaccie delfimperadore, e da’ maneggi e dalle seduzio-ni degli acefali e de’ cortigiani, si tennero più sodi e co-stanti contro tale condanna; e il papa Vigilio, tuttoché do-vesse all’imperadrice Teodora il suo innalzamento al papa-to, non lasciò indursi nè per promesse, nè per minaccie adacconsentire in questa parte alla volontà tanto dichiarata diGiustiniano e di Teodora, come l’aveva secondata in moltealtre. Aveva egli prima esplorati gli animi di tutte le chie- Condottase occidentali; e trovatili uniformi e costanti nell’opporsi ad gUio. p Vuna condanna, che credevano ingiuriosa al concilio calcedo-nense, e chiamato egli per questo fine a Costantinopoli sen-tì all’uscire di Roma il clamore universale degl’italiani, ri-cevè in viaggio mentr’era in Sicilia molte ambasciate dagliafricani e da’ sardi e da altri vescovi occidentali, e continui

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(a) Leont. byz. De sect. act. v.

Tomo VI,