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conveniente alla chiesa. Ma un principe, e un presuntuosoteologo, che tanto aveva scritto, che sì apertamente avevapalesati i suoi sentimenti, e tanto impegno e calore avevain essi mostrato, come persuadersi delTinutìlità della sua cau-sa, e abbandonare freddamente il suo intento? Infatti Giu-stiniano , in vece di cedere a chi doveva, si riscaldò mag-giormente per tal decreto del papa, e pressò più vivamentei suoi greci, e volle presto vedere finita la causa, e condan-nati i tre Capitoli del concilio. E perciò, lungi dal presenta-re a’ padri il Costituto del papa, lo tenne loro celato, e so-lo al contrario fece vedere le lettere private, e tutti i docu-menti, in cui compariva, che condannasse anch’egli i tre Ca-pitoli . Infatti vediamo riportati nel sinodo (a) tutti gli attidi Vigilio contrarj a que’ Capitoli; non mai troviamo alcunpasso del Costituto. Avrebbono forse meglio giovato alla pa-ce ed al bene della chiesa que’ padri, se aderendo alla sa-via decisione del papa, non avessero trattata tale materia,come voleva Vigilio; ma essi o per timore di mali maggio-ri, o per premura di soddisfare i teologici capriccj di Giusti-niano, entrarono in quella discussione, ed inoltrati in essaquando Vigilio mandò a Giustiniano il suo Costituto , che al-tronde non fu mai loro intimato, seguitarono rincominciatogiudizio; e postochè trattarono quella causa, la maneggiaro-
Decì'sione no certamente
2* padri del
de* padri delconcilio co-stantinopo-litano .
ciiioco-varono negli scritti di Teodoro e di Teodoreto molto da ri-
itinonr»- ^
provare ( b ). Osservarono, che non fu che dopo terminata la
definizione della fede, quando si mosse nel concilio calcedo-
nense la causa d’Iba, e che lungi d’essere la sua lettera con-forme a’ sentimenti de’ padri, ed alle decisioni del concilio,
(a) Coll. vxl.
(b) Coll, iv, v.