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natura, ed essa divina, Fiiopono accordava a’ cattolici duenature, divina una, e l’altra umana, ma che queste due uni-te in Cristo ne formassero una soia (a)-, e tanto su questaunità di natura di Cristo, che su quella della Trinità appli-cava il detto Unum quam multa significai (b) ! che andavapoi sminuzzando nojosamente (c ). Insorsero contro quest’er-rore di Fiiopono il monaco Nicia, scrivendo un libro controi sette suoi capi (d), Giorgio Piside in un poema, mettendoin ridicolo quel suo modo di calcolare uno ed uno (e) ^ masopra tutti il monaco Leonzio bizantino, il quale in un libro Leonzio bi-
• \ rr , zantino .
scritto su questo proposito rovescio affatto quell’eresia, e ras-sodò la vera e pia nostra credenza (f). Questo Leonzio bi-zantino è uno de’ lodati teologi di que’ tempi, e forse loscrittore più interessante per le teologiche discipline. Noi ab-biamo di lui una dotta opera su le sette, che sebbene le ab-bracci quasi tutte, incominciando anche avanti la venuta diCristo, si distende particolarmente su quelle del suo tempo ;e non solo n’adduce la storia, e ne descrive l’origine, maespone altresì e discioglie le ragioni, su cui si fondano, e cidà un prezioso monumento di teologica erudizione (g) . Egliin oltre scrisse con molta diligenza contro gli errori di Ne-storio e d’Eutiche (,h scopri le maliziose frodi degli apolli-naristi, che falsamente attribuivano a’ santi padri Gregoriotaumaturgo, Atanasio e Giulio ciò ch’era d’Apollinare ; efece vedere, che avevano in questo per seguaci gli eutichia-ni e dioscoriani (i)-, e rispose distintamente a tutte le oppo-sizioni, che inventavano contro i cattolici eli acefali, o se-
(a) In kicufiflgs. (b) Tp sv Troia it^al'iu-
(c) Phot. cod. ixxv . (d) Id. cod. l .
(e) Niceph. lib- xvnl, cap. xlviiI. (f) Ibid. (g) De sectis.4d0 Centra Nest. et Eutych. libri tres, (i) Adv. fraudes Apollin. liber .