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Tomo sesto & settimo.
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diamo, che Sergio abbia mai contato Onorio per fautore delmonotelismo, nè ch’abbia citate in suo appoggio quelle suelettere, nè ch’abbia voluto far uso dell’autorità del suo giu-dizio. Anzi quando dopo la morte di Sergio e d’Onorio ar-dì Pirro di tirare questo papa al suo partito, se ne scanda-lizzò tutto l’occidente, e il papa Gioanni iv si levò tosto afarne l’àpologìà, e san Massimo ed altri buoni cattolici nepresero le difese (d) •, tant’erano tutti lontani dal riguardareOnorio come fautore del monotelismo, e la sua lettera comeintinta in quell’errore. Anche Ciro e Sofronio ricorsero almedesimo papa, ed ebbero da lui la stessa risposta ; e lungidal sembrare infetto d’eresia il consiglio’ d’Onorio, fu ricevu-to dal cattolicissimo Sofronio come religioso e prudente, epromise di seguirlo, e d’astenersi di tale questione, purchéCiro ne serbasse ugualmente silenzio (è).

Ma quegli eretici, come tutti gli altri, usavano l’artifiziod’ostentare amore della pace, avversione alle dispute, silen-zio e moderazione, e seguir sempre a promovere il lor par-tito, e ad infrangere il silenzio e l’unione, di cui si vanta-vano amanti. Ciro animato da Sergio, ritornato in Costan-tinopoli Eraclio, vi radunò un concilio, dove stabilì il com-battuto dogma dell’unità d’operazione e di volontà in GesùCristo (c) ; e quegli eretici seguitarono a parlare di quellamateria or proponendo un’operazione, or nè anch’una, e co-sì della volontà, volendo a loro capriccio deludere i misterjdella chiesa cattolica, e formarsi i dogmi a lor modo, senzarispetto a’ santi dottori ( d ). E perchè Sofronio ed altri buo-ni cattolici volevano rispondere alle loro invenzioni, e di-fendere la verità della fede, li chiamavano sediziosi ed in-

(a) Conc. t. vi. (b) Ep. Hon. in Conc. vi, act. xnl.

(c) Lib. synod. apud Labb. conc. t. vi. (d) Conc. Lat. secr. iv.

Tomo VI.

Finta moderazione demonoteliti

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