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Tomo sesto & settimo.
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esame, con maggior apparato e formalità condannò non so-lo Teodoro di Faran, Ciro, Sergio, Pirro e Paolo, ma ezian-dio VEctesi di Sergio pubblicata da Eraclio, e il Tipo datofuori col nome di Costante. Non bastarono tanti concilj etanta fermezza de’ papi e de’ buoni cattolici per terminarequella contesa. Costante s’irritò maggiormente, ed incitatoda Paolo e da altri eretici usò delle più dure violenze, etrasse ad esilio ed a morte Martino, Massimo, e i più segna-lati difensori della verità: i patriarchi costantinopolitani se-guivano a sostenere il monotelismo, e la chiesa orientale erain iscandaioso scisma divisa daH’occidentale ; finche entrandoad occupare l’impero Costantino Pogonato, desideroso since-ramente della pace ed unione della chiesa, terminate le guer-re , ed acquietati i tumulti, coll’accordo del papa Agatoneconvocò in Costantinopoli un concilio, che fu il sesto ecu-menico, dove colFintervento de’ legati del papa, che priman’aveva tenuto in Roma altro concilio, venne estirpata l’e-resia de’ monoteliti, e restituita la pace alla chiesa.

Se quest’eresia eccitò nuove inquietudini a’ fedeli, diedeperò eccitamento a’ cattolici per meglio rischiarare le duenature di Gesù Cristo, e la maniera, in cui esistono in lui,e per decidere positivamente • quante e quali si possano direin lui le operazioni e le volontà, ed aguzzò gl’ingegni de’teologi a svolgere i sentimenti de’ santi padri, e a sviluppa-re i diversi sensi, in cui possono prendersi nella persona diCristo le diverse volontà e operazioni delie due sue nature.Il primo scrittore contro il monotelismo fu il soprallodato So-fronia, il quale, giustamente stimato per le varie altre sueopere polemiche, ascetiche ed encomiastiche, ottenne partico-larmente per gli scrìtti su questo punto la maggiore celebri-tà. Seicento testimonj di santi padri radunò in due libri, da

Scrittoricontro l’ere-sia de’ mo-noteliti.

Sofronio .