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lui composti per convincere l’empietà degli eretici, e dimo-strare la verità, disse Stefano vescovo dorense nel conciliodi Laterano (a); e noi abbiamo ancora una lunghissima let-tera, che può dirsi un non picciolo libro, dove con testimo-ni delle scritture e de’ padri, e con sottili ragionamenti com-batte quel nuovo errore (ò) . Il voler involgere in questo ilGioanni iv* papa Onorio mosse Gioanni iv a distenderne 1’apologla , e aspiegare in essa più chiaramente com’abbia preso Cristo l’u-mana natura perfetta senza la corruzione venutale pel pec-cato d’Adamo, e come sia la volontà umana di Cristo dif-ferente, ma non contraria, della divina, e rischiarare questopunto importante di soda teologia (c ). Il papa Martino nelconcilio lateranense ed in molte sue lettere s’oppose ugual-mente al promosso errore, e sostenne il dogma cattolico (d).Mauro ravennate, Mansueto di Milano, Vittore africano ealtri vescovi scrissero dotter-epistole in confermazione dellaX cattolica verità (e). Ma il grand’apostolo e martire delle duevolontà e .delie due operazioni di Cristo fu il glorioso sanSan Massi- Massimo, òhe molte dispute sostenne, pubblicò molti scritti,
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e soffrì duri 'tormenti e Tesino e la morte stessa per diren-dere questo dogma della cattolica fede. Era Massimo filoso-fo e teologo in quel secolo stimatissimo, e moke opere die-de alla luce per l’esposizione delle scritture, come molte pu-re d’ascetica e di morale, e di varj- punti teologici e d’alcu-ni anche filosofici $ ma il gran teatro del teologico suo sa-^ pere fu la questione del monotelismo. Qui le molte letterea Marino, a Nicandro e ad altri ; qui i trattari contro que’che volevano chiamare unica l’operazione di Cristo, perchè
(a) Cane. Lat. secr. il. (b) Conc. vi, act. xl.
(c) Ad Const. Apoi, prò hom, papa apud Sirmond. toii), ni.
(d) Conc. tom. vii. (e) Ibid.