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Tomo sesto & settimo.
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la divina prevaleva all’umana, contro que’ che considerava-no la divinità e l’umanità nelle operazioni ai Cristo comel’agente e ristrumento5 e contro que’ che dicevano unica,ma composta l’operazione di Cristo 5 qui il tomo spirituale edogmatico contra VEctesi d’Eraclio; qui il libro e i dieci ca-pitoli delle due volontà di Gesù Cristo ; qui la sposizione deffle parole del Vangelo Pater, sì possibile est , transeat a mecalìx iste i qui la raccolta de’ passi de’ santi padri su le dueoperazioni di Cristo p qui la sua disputa con Pirro ^ qui ezian-dio i suoi trattati su l’essenza e natura, su l’ipostasi e la per-sona , su la qualità, proprietà e differenza, o distinzione, edaltri trattati, che sembrar possono filosofici, ma che sono dalui diretti a rischiarimento di questo punto teologico 5 quifinalmente tant’altri sotto titoli differenti, ma tutti versamisu detto argomento, che i soli scritti di Massimo potrebbo-110 formare una non picciola biblioteca contro ii moncte-lismo. Dov’è da fare una riflessione, che molto conviene al Decadenzanostro proposito. In tanti scritti di Massimo e d’altri dottori gn. 1di quel tempo quanto incomincia già a palesarsi la decaden-za dello studio teologico! Sofronia, tanto versato nella let-tura de’ santi padri, come aveya fatto vedere ne’ due librisopraccitati, nella lunghissima sua lettera enciclica non fauso alcuno della loro autorità, e solo raggirasi su filosoficiragionamenti (a). Noi vediamo in alcuni padri, che nel con-cilio lateranense vollero entrar a provare le due contrastateoperazioni e volontà, quali discorsi contorti e stentati usas-sero allora i teologi., padri tutti, o tutto il santo sinodouscendo da quella definitiva gravità, e da quella parsimoniadi parole, ch’è propria di tali corpi, passa a lunghe pruove,

(a) Cene, vi, act. xl.