Band 
Tomo sesto & settimo.
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e a risposte piene di ricerche e di parole non necessarie, vuo-le far vedere distintamente, che i santi padri anteriori ave-vano parlato delle due volontà ed operazioni non solo in mo-do definitivo , ma dogmatico , descrittivo , sillogistico, fisico 3 di-mostrativo 3 agonistico , e in tutti i modi, e che le avevano pro-fessato e predicato pel numero , pe’ nomi , pe’ pronomi, per 17-dentità 3 per la diversità, qualità, proprietà, e che so io, e faun discorso più somigliante ad un trattato sofistico che aduna sinodica decisione (a) . Ma sopra tutti san Massimo nel-la disputa con Pirro lussureggia eccessivamente in metafisichesottigliezze, e in non necessarie speculazioni, e tratta le que-stioni , se Puomo per natura sia dotato della facoltà di vo-lere 5 se la gnome, ossia sentenza, sia sostanza, o qualità 5se le virtù sieno, o no, naturali, e mille altre meramentefilosofiche, che appena hanno una lontanissima relazione col-la questione teologica su le volontà ed operazioni di Cristo.Nel che pure, tuttoché sembri di troppo amare le dialettichedistinzioni, l’accusa Fozio di essere talor negligente nel ser-bare le leggi della dialettica (ò ). Dov’è altresì da osserva-re , che quel santo dottore nelle altre sue opere non adope-ra questo stile, e solo in quella disputa, dove faceva d’uo-po di maggiori sforzi teologici, ha profuso tali delizie; se-gno, che quelle erano del gusto de’ teologi di quell’età. In-fatti Pirro, cui facilmente saranno state note le semplici edovvie ragioni de’ cattolici per questo dogma, non mai s’eradato ad esse per vinto, e solo cede a que’ filosofici e meta-fisici ragionamenti di Massimo; nuovo argomento della vo-ga e dell’universalità, a cui era venuto quel modo di teolo-gizzare. Più chiara pruova di tale gusto teologico ci som-

(a) Corte, lat. secr. v.

(b) Cod. cxcv.