Teologiinglesi.
Beda.
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porre quel Famoso libro, che gli meritò il titolo di Maestrodelle sentente, e rese immortale il suo nome ne 1 fasti dellateologia. Ma quale differenza dall’opere teologiche di tuttiquesti scrittori alle dotte e maestose di que’ de’ secoli prece-denti ! La chiesa africana, quella eloquente e dotta chiesa,che fu in gran parte la maestra delle chiese dell’occidente,afflitta già fino dal quinto secolo dalla barbarie de’ vandali,sostenne ancora per qualche tempo buona parte del suo pri-mo splendore 5 ma dovè poi intieramente soccombere sottol’oppressione de’ saraceni ; e quella chiesa, che aveva fattosentire la sua voce per tutto il mondo cristiano con applau-so sì universale, or giacque muta ed oscura, e rimase deltutto estinta. La gloria letteraria della chiesa africana sem-brò in qualche modo trasferita all’anglicana, e dalle spondedel Mediterraneo passata a quelle dell’Oceano.
Già fino dal primo ingresso nell’isole britanniche d’Ago-stino e degli altri predicatori mandati da san Gregorio vi fu-rono portati, particolarmente da Teodoro, molti libri grecie latini; si stabilirono scuole, si formarono biblioteche, e s’in-trodusse la letteraria cultura, che produsse ben presto ottimifrutti. I Nenny, i Giona, i Galli, gli Adamanni, i Ceolfri-di ed altri diedero varj saggi della britannica letteratura.Aldelmo la levò a più alto grado ed erudito nelle scienzeliberali e nell’ecclesiastiche; scrisse opere in prosa ed in ver-so superiori alle altre del suo tempo, e che mostravano piùteologiche cognizioni. Ma chi superò di gran lunga tutti gliscrittori di quell’età, e, per non dire di più, pareggiò de-gnamente gl’Isidori, i Boezj, i Cassiodori e gli altri latinide’ due secoli precedenti, fu il celebre Beda. E chi mai po-teva aspettarsi al principio del secolo ottavo un uomo sì ver-sato nella gramatica, nella storia, nella geografìa, nella ero-