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Tomo sesto & settimo.
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ora vedere nel vero suo aspetto il culto delle immagini e

l’invocazione de’ santi. Il primo ad opporsi a quest’eresia fu

il dotto e santo Germano patriarca costantinopolitano. Era

Germano vescovo pio e dotto, versato nelle scritture e ne’ San Germa-no costanti-

padri, e colto ed eloquente scrittore, di cui Fozio fa grandi nopoiitano.elogj per laTpurità, chiarezza ed ornamento dello stile, e perla forza e sodezza dell’eloquenza. Noi più non abbiamo l’a-pologia di san Gregorio nisseno, che tanto ci loda Fozio (a);ma abbiamo bensì per saggio del suo sapere il trattato de’sei sinodi (ò ), e particolarmente al nostro proposito esistonoancora tre sue epistole sopra le immagini, e se n’accennaqualche altra da lui scritta su lo stesso argomento (c): e ve-ramente nell’epistola a Gioanni sinadense, e più ancora inquella a Tommaso claudiopolitano con molta erudizione egiustezza spiega la dottrina ecclesiastica sul vero oggetto del-la venerazione delle immagini. Contemporaneamente a sanGermano scrisse il papa Gregorio il due lettere all’impera- Gregorio ii.dorè Leone Isaurico, le quali sì chiaramente spiegavano laragionevolezza, la convenienza, il dovere, e la costante pra-tica della chiesa nella venerazione delle immagini, e nell’in-vocazione de’ santi, che quelle sole bastavano a confermarela verità del dogma cattolico, ed a giustificare l’uso sempreseguito da’ fedeli ( d ). Ma il gran difensore delle sacre im-magini, l’invitto combattitore, l’Atanasio, o il Cirillo degl’i-conoclasti fu san Gioanni damasceno. Quest’era senza con- sanGioannitrasto il più gran teologo del suo tempo, e sarebbe stato f a „ damasceno •cilmente pareggiabile a’ più illustri de’ precedenti, se fossevivuto in secoli più felici. Appena v’è sorta d’eresia, controcui non abbia egli adoperata la teologica sua eloquenza ; e

(a) Cod. ccxxxul. (b) Le Moyne Varia- sacra toni. I.

(c) Conc. Nic. il, act. iv. (d) Conc. Nic. il Coll. Conc. tom. vi il.