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Tomo sesto & settimo.
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a que’ tempi fcd in tali materie potevasi ritrovare 5 e quan-tunque s’appoggi talora a popolari opinioni, nè cerchi sem-pre incontrastabili e sode ragioni, egli certo ne’ quattro suoilibri Della fede ortodossa ci ha lasciato il corso teologico piùpieno di tutta l’antichità, e ha dato a’ posteri eccitamentoed esempio per produrre simili corsi, e presentarci in un cor-po tutta la dottrina della fede cattolica. Ma venendo al pro-posito delle sacre immagini, quanto non iscrisse quel santodottore per sostenere il pio lor culto, ed opporsi alla furio-sa persecuzione degl’iconoclasti ! Scrisse a differenti personeparecchie lettere, che più non esistono: nella grand’operadella fede ortodossa alcuni capitoli impiega nella sposizionedel culto de’ santi, delle loro reliquie e delle loro immagi-ni \ ma nelle tre orazioni su quest’argomento è dove vitto-riosamente difende le sacre immagini da tutte le opposizionidegl’iconoclasti j spiega il vero senso de’ testi della scrittura,che si credevano contrari n’adduce altri, che manifestamen-te sono favorevoli, e ragioni, esempj, fatti, testimonj di mol-tissimi padri e d’una costantissima tradizione , tutto egli chia-ma a prova del suo argomento, e riesce gloriosamente a por-tare in trionfo le sacre immagini. Che non poteva sperarepel suo risorgimento la teologia, se avesse avuti alcuni se-guaci dell’ingegno, dell’erudizione, del giudizio e dell’elo-quenza del Damasceno? Ma nessuno v’era allora di qualchedistinto nome, che coltivasse la teologia, nè la stessa eresiadegl’iconoclasti eccitò lo studio d’alcun zelante cattolico aseguire l’esempio di Germano e del Damasceno.

Verso la fine del secolo si rinovò la questione, si radu-narono concilj* si sparsero scritti dall’una e dall’altra parte,si eccitarono altre eresie, sorsero alcuni dotti teologi, si pro-mossero i sacri stud], e sembrava, che la teologia si dovesseTomo VI. c c

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Seguitodell’ eresiadegl’icono-clasti .