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produrlo grandissimo. Noi abbiamo altrove ricercate le ca-gioni di quest’inaspettata sterilità ; ora solo diremo, che ne’sacri studj, ch’erano i promossi distintamente da Carlo e daAlcuino, non restarono affatto deluse le loro fatiche, e cherealmente nella Francia, dov’era maggiore la loro influenza,si vide per breve tempo qualche maggior ardore nel colti-varli, sebbene non fu che un lampo passaggiero, che nonpotè servire ad illuminare abbastanza i teologi, e richiamar-li al diritto sentiero ; ma solo per poco tempo animò alquan-to le loro speculazioni. A questa maggior cultura giovaronogli errori stessi, e le diverse questioni, che a que’ tempi sisuscitarono. Gli scritti di Claudio torinese eccitarono lo zelodi Giona aurelianense, d’Agobardo, di Dungalo, di Wala-frido Strabone e d’alcun altro francese; e questi veramenteagitarono con qualche diligenza le materie, rilevarono dot-tamente Terrore di Claudio nella persecuzione delie imma-gini, e validamente difesero la venerazione della croce de’santi e delle loro reliquie. Ma questi stessi non ben s’appo-sero neil’intendere il culto delle immagini, e sbagliando for-se per la parola adorazione, crederono, che si volesse esigereil culto di latria, che a Dio solo è dovuto; e quindi ven-nero fuori talvolta con espressioni un po’ troppo forti , nè cidiedero su questo punto assai giusta dottrina. E quest’erroredi fatto ne’ più valenti teologi di quel tempo in una mate-ria allora sì dibattuta può provare, che non bastarono tan-te premure per promuovere gli studj ad introdurre la dovu-ta critica ne’ più eruditi scrittori di quell’età. Un’altra que-stione importante occupò in quel secolo i teologi della Fran-Errori di eia. Gotescalco promosse, o rinovò la dottrina de’ predesti-
Gotescalco. ... ,. r . ....
naziani, che egli, come facevano 1 predestinaziam, e comeusano fare tutti gli eretici, e dirò quasi tutti i teologi, vo-