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Tomo sesto & settimo.
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leva non esser altra che quella di sant’Agcstino, e sostennele due predestinazioni di Dio, una de’ buoni alla vita eter-na, l’altra de’ reprobi alla morte, in modo che ugualmen-te Iddio per pura sua volontà predestini immancabilmente al-cuni alla gloria, ed altri al contrario all’eterne pene, ondesalvarsi non possa chi è predestinato da Dio alla perdizio-ne, come non può dannarsi chi lo è alla salute. Quindi nonammetteva, o almeno molto ristringeva il libero arbitrio nelPuomo, e in Dio la volontà universale di salvar tutti, e ne-gava pertanto Puniversalità della redenzione di Gesù Cristo,e dell’utilità de’ suoi sacramenti. Rabano Mauro ed Incma- scrittori di-

versi su la

ro di Reims, i due più rinomati teologi di quel secolo, Amo-Ione arcivescovo, ed Amalario diacono di Lione, e parecchialtri si opposero co’ loro scritti alla dottrina di Gotescalco janzi Rabano ed Incmaro la condannarono ne’ loro sinodi diMagonza e di Quercy j ma al contrario Remigio lugdUnensesuccessore di Amolone, Ratramno monaco corbiense, impie-gato per la fama del suo sapere in quasi tutte le questionidi quel tempo, ed altri non pochi presero a sostenere le pro-posizioni di Gotescalco, benché non ne abbracciarono molteconseguenze. Servato Lupo, o, come altri dicono, Lupo Ser-vato , il più elegante e colto scrittore di quell’età, che scris-se più volte su le tre questioni, com’egli dice, cioè del li-bero arbitrio, delle due predestinazioni, e dell’ampiezza del-la redenzione del Sangue di Cristo, benché in tutto si mo-stri troppo chiaramente favorevole a Gotescalco, nondimenoperchè su l’ultimo punto, spiegato decisamente il suo senti-mento, lascia all’arbitrio degli altri pensar ciò che vogliono,viene accusato da Gotescalco come incerto ed indeciso (a), e

(a) Gothesc. ep. ad Ratramnum apui Sirm . tom. il.