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Tomo sesto & settimo.
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ro dovevasi eccitare più vivamente la eloquenza, e tutta laforza del teologico loro sapere, se non ridire assai seccamen-te le stesse ragioni, allegate già con più spirito e vigore dasan Germano e da san Gioanni damasceno? Niceforo poi vatanto in traccia di filosofiche speculazioni su le cagioni e sugli effetti, e respira in tutto un’aria di sillogistica e d’enti-mematica sottigliezza, che mostra assai chiaramente il gustoTeodoro scolastico allor già dominante. Teodoro studita, più dotto di

studila. 0 *

Niceforo e di tutti i greci nelle sacre lettere e nelle profa-ne, si distinse in varie sorti di scritti, e le sue catechesi, lelettere, i panegirici, il testamento e le diverse sue opere sifanno leggere con piacere e con profitto per l’elegante, ben-ché talor anche troppo ornata, semplicità, pe’ religiosi sen-timenti , e pe’ molti lumi d’ecclesiastica disciplina. Ma doveegli si fece più illustre nome fu negli scritti a favore dellesacre immagini j e in quelli pure noi lo vediamo ora trattarealcuni punti col formare su ciascun d’essi un ammasso di sil-logismi, che nè sono tanto lontani, com’egli dice, dalle for-inole e dalle frivolità aristoteliche, nè s’appoggiano semprealla forza della verità (a )‘ 9 ora ridurne altri ad una lungaserie di problemi (£>) e sempre ricercare nella trattazione disì sode ed importanti materie inutili novità. Onde gli stessipadri, che passavano allora, e ch’erano realmente i principide’ teologi greci, facevano vedere ne’ tanto stimati loro scrit-ti, che veniva ognor decadendo nella Grecia sul principio delnono secolo il buongusto della teologia. In questo stato delgreco sapere accadde il gran fatto dello scisma di Fozio, unode’ più strepitosi e notabili avvenimenti, che sieno accadutinella chiesa di Dio. Le vicende di sant’Ignazio, gli artifizj,

(d.) Aatirrhetuui li . (b) Quiest. aliquot prop, iconomachis ec.