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Tomo sesto & settimo.
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cipate soggetto delle controversie, siccome quello che riguar-dava la fede, era la processione dello Spirito Santo, eia mag-gior parte di tutte le loro opere s’impiegava in provare, chenon solo dal Padre, ma altresì dal Figliuolo procedesse loSpirito Santo. Nel che fare gran copia raccolsero di passi del-la scrittura e de’ santi padri, ma non pensarono a dare so-luzione e risposte agli argomenti di Fozio; onde sembra, chetali scritti fossero solamente ciò che Niccolò domandava, col-lezioni di materiali per combattere i greci scismatici, nontrattati veramente polemici, che prendessero realmente di mi-ra il convincere gli avversar;, e distruggere il loro errore.

La processione dello Spirito Santo dal Figlio è un pun-Q uestl3nesu

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to delia nostra fede, che, come tant altri, e restato per ai- ne dello Spi-rito Santo.

cun tempo involto in altri articoli, e solo per qualche par-ticolare occasione si è spiegato alla cognizione universale. Ilsimbolo niceno solo diceva in Spiritum Sanctum , il costanti-nopolitano aggiunse qui ex Patre procediti e sebbene non visi facesse motto del Figlio, i santi padri Atanasio, Basilio,

Gregorio nazianzeno ed altri lo dicono assai chiaramente, epiù di tutti sant’Epifanio, che pure appena vedo citato inquesta materia, spesse voltò, e con espresse parole asseriscetal processione dal Figlio ugualmente che dal Padre. Ma so-lo nell’anno 447, dopo una lettera scritta da san Leone ilGrande a san Turibio asturicense in Ispagna, dove dice quelsanto dottore de’ priscillianisti, che confondevano le tre per-sone divine, e che nec alias sic qui genuit 3 alìus qui genitusest , alias qui ex utroque processiti i vescovi delle chiese spa-gnuole stimarono conveniente d’aggiungere nel simbolo laparola Filioque , dove prima dicevasi solamente ( a) qui a Pa-

ia) Baron. ad ann. 447.

Tomo VI.

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