2lS
Conciliotenutosi pertale questio-ne.
-a'
tre procedit. Videsi poi quest’uso continuato, e confermato ildogma della processione dal Figlio ne’ concilj toletani terzo,quarto, sesto ed altri, e in altri eziandio fuor della Spagna.L’aggiunta del Filioque nel simbolo s’introdusse col tempoparimente nelle chiese di Francia, nè vi fu alcuno, almenonell’occidente, che movesse alcun dubbio sd tale processio-ne. Solo al principio del secolo nono un certo Gioanni mo-naco di Gerusalemme volle contendere co’ cattolici su talemateria; e venuta la questione nell’occidente riscaldò gli ani-mi deU’imperadore e de’ franchi, e per meglio rischiararequesto punto, che, come diceva l’imperadore (a), giaceva dagran tempo indiscusso , si radunò nell’anno 809 in Aquisgranaun concilio, dove si dibattè l’argomento. Il Baronio (b) vuo-le , che quella disputa non versasse sul dogma, o su la ve-rità della processione, ma soltanto su l’uso di cantare nelsimbolo a Patre, Filioque procedit. Ma a dire il vero ne Car-lo magno nella lunga sua lettera al papa parla del simbo-lo, ma bensì della processione, nè Eginardo, nè alcun altrostorico di que’ tempi ci narra la celebrazione di quel conci-lio, come tenuta per l’aggiunta al simbolo della parola Fi-lioque; ma solo per la decisione' della questione; e Adoneviennense espressamente racconta, che la questione dibattutafu per decidere se lo Spirito Santo procedesse dal Figlio, co-me procede dal Padre (c). Quantunque ben sapessero, ed as-serissero que’ padri, che la regola e la fede della chiesa sta-bilisce la processione dal Padre e dal Figlio , non ardironodi obbligare tutte le chiese a cantarla nel simbolo, come al-cune facevano; e volendo intendere prima il sentimento delpapa, ch’era allora Leone ni, destinarono ad una tal confe-
(a) Epist. ai Leomm ni. (b) Ad ann. 809. (c) In Chron.