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Tomo sesto & settimo.
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renza Bernario vescovo di Worms e Adelardo abate di Gor-bia, e forse, come alcuni vogliono, il vescovo Jesse. La let-tera , che Timperatore Carlo indirizzò al papa pel mezzo ditali messi, si può riguardare come il primo trattato polemi- Scritti su la

medesima .

co su questo argomento, sebbene incominci col dire, che que-sta quistione di nuovo suscitata fosse stata già ventilata dili-gentissimamente da’ santi padri (a ). Scrisse poi su questa ma-teria per ordine del medesimo imperadore Teodolfo vescovod’Orleans, e poi altri posteriormente. La missione di questi,per quanto sembra dalla relazione stessa della loro conferen-za col papa, riportataci dal Baronio nelFanno 809, benchépiù probabilmente debbasi riferire all’anno seguente, essendo-si celebrato il concilio nel novembre di quell’anno, avevadue oggetti, cioè di fissare prima la vera credenza su taleprocessione, e poi d’ordinare, che fosse inserita nel simbolola parola Fìlìoque , e che si cantasse pubblicamente la veraespressione di questo dogma. Acconsentì fàcilmente il papaalla prima parte ; e letti da’ messi i testimonj delle scritturee de’ padri su tale proposito, disse, che così egli pure sen-tiva, e così professava, conforme a sì gravi e valevoli auto-rità . Ma per ciò che riguardava la seconda parte, accorda-va bensì, che „ s’insegnasse cantando, e si cantasse insegnati -„ do tal verità; ma non che si cantasse nel simbolo, e s’in-„ serisse dove niente è lecito d’inserire (£)„. Anzi per piùmostrare la sua contrarietà ad ogni innovazione fece incide-re in due tavole d’argento il simbolo, nell’una in greco, e-nell’altra in latino, senz’alcuna aggiunta, nella sua primitivasemplicità. Da tutto questo abbastanza vedesi quanto tortoavesse Fozio co’ suoi greci di muovere tanto strepito su un

(a) Sirmond. Cono. Gali. tòm. xl. Bar. ad an. 809.

(b) Rela.no etc. apud Bar. an. 809. Sinn. Cane. Gali, tona. xl.