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grata, alla quale dallo stato di neofito fu d’un salto inalza-to, non si contentò del superior grado, che occupava, mavolle levarsi sopra gli altri patriarchi greci, e sopra lo stes-so papa romano, ed essere riconosciuto come patriarca uni-versale. A questo fine fomentava l’odio de’ greci contro lachiesa latina, perseguitava i latini dimoranti in Costantino-poli, e faceva chiudere le loro chiese, e scrisse anche unalettera al vescovo di Trani nella Puglia piena di calunniecontro la chiesa romana, acciocché facendola spargere fra glioccidentali, li distaccasse dal papa romano, e li tirasse alsuo partito. La lettera scritta a nome di Michele patriarcauniversale e di Leone arcivescovo d’Acrida, metropoli de’bulgari, accusava i latini per usare del pane azimo nell’eu-caristia, per digiunare nel sabbato, per mangiar gli animalisoffocati, per non cantare Valleluja nella quaresima, e pro-metteva di riferire in altra molt’altri errori più di questi de-gni dì biasimo e d’abbominazione (a). Questa ietterà eccitòlo zelo del papa Leone ix—a scrìverne un’altra in risposta,dove riprendeva Michele delle persecuzioni mosse a’ latini,mettendo in vista all’opposto la tolleranza di Roma usataco’ greci, ed inculcava sul primato e su le preminenze del-la chiesa romana, la quale, mentre, le greche inventavanopiù e più eresie, era sempre rimasta attaccata all’evangelicaverità. Altre lettere scrisse Michele contro i latini, dove laprocessione dal Figlio dello Spirito Santo, il celibato de’ pre-ti, il matrimonio di due fratelli con due sorelle, gli anellide’ vescovi, il lordarsi le mani di sangue i soldati prima diandare alla guerra, il non curare le reliquie e le immaginide’ santi, e molt’altri capi d’accusa, alcuni intieramente fal-
Leone ix.
(a) Baron. ad an, 1053.