Band 
Tomo sesto & settimo.
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si, altri frivoli, adduconsi contro i latini. Per procurare lariunione delle due chiese molto scrisse e molto fece il papaLeone, e spedì in oltre allo stesso fine in Costantinopoli isuoi legati. Questi faticarono per sì degna causa gloriosamen-Uberto di te ; ma si distinse sopra tutti gli altri il cardinale Uberto

Selvabianca. _

vescovo di Selvabianca, il quale, entrato in conferenze coidoloso e fraudolento Michele, pubblicò una confutazione ditutte segnatamente le vane ragioni e false calunnie espostein quella lor lettera, le quali erano realmente gli argomen-ti adoperati comunemente da’ greci contro i latini. InfattiNiceta Pettorato, monaco studita, ed assai più dotto di Mi-chele e di Leone acridano , altre ragioni non seppe addurreche le riportate da quelli, sebbene egli le spone con mag-gior forza , e ne lascia le false e meramente calunniose, etratta con maggiore politezza i latini. Uberto risponde a Ni-ceta ugualmente che a Michele Cerulario; e benché espongacomunemente con forza e giustezza i suoi argomenti, offen-de però Pimparziale lettore colla troppa asprezza e severità.Veramente reca fastidio il sentire le frivolità, che dall’una eQuestione dall’altra parte s’adducono su l’azimo e sul fermentato, le

su l’uso dell* # • i • • • i i !• » 1* ., ,

azimo nell* lodi ed i biasimi del lievito, le vane applicazioni de passidella scrittura, e tant’altre incongruenze per sostenere ciascu-no la propria opinione, e fa compassione il vedere la chiesagreca divisa dalla latina per simili picciolezze. I latini usa-no delfazimo, perchè credono, che Gesù Cristo l’adoperasseneiristituzione dell’eucarisua, per essere allora i giorni dellafesta pasquale: i greci volevano il fermentato, perchè pensa-vano, che tale fosse stato l’usato dal Signore per non essereancor entrati nella pasquaj o perchè, ancorché vi fossero en-trati per le cerimonie legali, avesse per l’istituzione del sa-cramento adoperato non l’azimo, ma il fermentato j o perchè