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Tomo sesto & settimo.
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logiche, che troppo si discosta dalla vera strada battuta da-gli antichi teologi, e fa, che le sue opere con più ragioneche quelle del Damasceno presso i greci possano considerarsipresso i latini come le prime opere di scolastica teologia.

L’esempio di sì grand’uomo e di sì santo dottore, non me-no di quello di Roscelino e di Berengario, dichiarati dialet-

tici, potè servire d’eccitamento a’ teologi per abbracciare ilmetodo e lo stile, che s’introdusse allora, e regnò poi pertanti secoli nella teologia, e formare la teologia scolastica,di cui ora verremo a parlare.

CAPITOLO IV.

DL PROGRESSI DELLA TEOLOGIA FINO AL SECOLO DECIMOSESTO.

Idea del

spesso parliamo di teologia scolastica, e la diciamo

la teologia

scolastica. nata ne ’ bassi tempi, e non ben fissato abbiamo quale deb-basi intendere la scolastica teologia, nè quale principio ab-bia avuto, nè quale corso abbia fatto, nè in qual senso sipossa dire nata ne’ tempi bassi. Per formare di questa unavera idea credo che d’uopo sia distinguerla dall’usata ne’primi secoli della chiesa. San Giustino e Tertulliano com-battendo co’ gentili e cogli eretici, sant’Atanasio alle presecogli ariani, san Basilio opponendosi a’ macedoniani, santoAgostino confutando i donatisti, i manichei ed i pelagiani,san Cirillo facendo fronte a’ nestoriani, ed altri simili a que-sti inseguendo altri eretici, sono que’ che riconosciamo comei teologi dell’antichità; e l’idea, che ci si presenta al parla-re dell’antica teologia non è che di una teologia polemica econtenziosa, perseguitrice dell’eresie, sostenitrice delle catto-liche verità. Questa pertanto doveva stare attaccata alla con-