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futazione degli errori e delle ragioni, che gli eretici inven-tavano per promoverli senza sviarsi ad altre questioni, do-veva attenersi ad argomenti incontrastabili, ricavati chiara-mente dalla scrittura e dalla dottrina e tradizione dellachiesa, senza pensare a raggiri dialettici ed a filosofici razio-cini, facili ad eludersi con altri simili; doveva usare una so-da logica, ed una maschia eloquenza per convincere e per-suadere, senza pensare ad inceppare con eristici lacci, e in-fastidire con barbare voci; e sempre in guerra, sempre allemani coll’avversario doveva adoperar saldi scudi, taglientispade, armi forti e sicure, non darsi a’ giuochi e passatem-pi con leggiere canne ed armi puerili. Col tempo poi i teo-logi non avendo più tanti nimici da combattere, si rivolse-ro a ricerche e meditazioni più tranquille e pacifiche, e sen-za uscire in campo di battaglia, nella quiete del loro ritiromaneggiarono a loro agio la teologia. Distribuirono in cer-to ordine le materie, che prima dovevano agitarsi, secondoche esigevano le circostante, e a grado degli avversarj; letrattavano più liberamente, e senza tanta premura di attac-care e sconfigger l’errore, e di tenere al coperto delle offeseil dogma cattolico, amavano di spaziarsi in fisiche e dialet-tiche applicazioni, in sottili ed ingegnose argomentazioni, edin questioni più curiose pe’ teologi che necessarie alla con-servazione della cattolica fede. All’istituirsi poi pubblichescuole di teologia crebbero sempre più simili questioni, e sidivagarono ad altri punti più discosti da’ dogmi cattolici, sitrattarono con poca critica ed erudizione, con ragioni sofi-stiche, o meramente filosofiche, con testimonj d’Aristotile edegli arabi, con voci barbare e incolto stile; e tali questio-ni così trattate formarono quella che poi chiamossi scolasti-ca teologia. Quindi la teologia scolastica può propriamente