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Tomo sesto & settimo.
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dirsi una teologia istituita ad uso delle scuole, una teologiaoziosa e quieta, contrapposta alla polemica e contenziosa,presa per propria istruzione, o per proprio diletto, non pro-vocata da’ clamori degli avversarj, distratta in questioni cu-- riose ad esercizio degli scolari, non ristretta alle dogmatichea confutazione degli eretici: e qualor noi vediamo un auto-re trattare oziosamente le materie teologiche, o ridurle inqualche sistema, e formarne un corpo di dottrina, o tentar-ne la spiegazione con principj filosofici, e con metafisici ra-gionamenti, vi ravvisiamo qualche incominciamento di sco-lastica teologia; sebbene quella che intendesi comunementesotto il nome di teologia scolastica riconosca la sua origineda’ tempi, su cui ora versiamo.

Sua origine . Il Mosemio, appoggiato a una lettera di Benedetto ania-

nense a Garnerio, che leggiamo nel Baluzio (a), vuole ri-conoscere pe’ primi maestri della scolastica gli scozzesi sinodal settimo secolo (è): e infatti l’applicazione, che, secondoil testimonio di Benedetto, facevano gii scozzesi del sillogis-mo detto fallace , o di delusione, al mistero della Trinità, èun tratto dello scolasticismo, che si riprende nella teologia .Ma, a dire il vero, Benedetto attribuisce l’uso di quel sillo-gismo a tutti i moderni scolastici in generale, benché piùparticolarmente agli scozzesi, ciò che, anziché provare inven-tori della scolastica gli scozzesi, suppone altri scolastici daquella diversi, che ad essi l’abbiano tramandata. Forse piùgiustamente il Murray (c) per sostenere la stessa opinione sifonda su un passo d’una lettera d’Aldelmo, che dà agli scioliscozzesi il magistero degli artifizj dialettici e delle sottili ca»

(a) Misceli, torri, il edit. Lue. (b) Hist. eccl. saec. vul, p. il, c. ni.(e) De Brit. atque Hibern, a saec. IV ad x Liner, domicilio. Comm. Societ.R. Goitingensis tom. il.