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PietroLombardo.
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traduzione alla, teologia s ed altra In sei con quello di Teolo-gia cristiana, la quale rimasta per molto tempo nascosta, èstata poi pubblicata dal Martene (a ). Quivi egli sfoggia mol-ta sottigliezza dialettica, e filosofica e teologica erudizione,gran miscuglio di santi padri e di filosofi, e di autori sacrie profani, e molte frivole cavillazoni in materie sì gravi eserie. Quante fatiche per esaminare se debba Iddio dirsi so-stanza, ovvero accidente , e se sia compreso in qualche ca-tegoria d’Aristotele, e per decidere altre questioni ugualmen-te vane! Quante ricerche puramente logicali, ed affatto inu-tili pe’ teologi ! Queste opere sono veramente opere teologi-che ripiene di dialettiche sottigliezze, opere composte ad usodegli scolari, per quanto crede il Martene (b) , e veri saggidi scolastica teologia, benché in un metodo più libero e menuniforme e compassato, con uno stile più elegante e polito,non alterato da voci barbare e dissonanti, e con un’eloquen-za non arida e rozza, ma fluida ed amena, corredata di con-tinui tratti di sacra e di profana erudizione, che inalzanonon poco Abaelardo sopra la classe de’ posteriori scolastici.
In questo tempo si stabilì nell’università di Parigi unacattedra di teologia, ed uno de’ primi, o forse il primo pro-fessore di essa, come crede il Launoi (c ), fu il famoso Pie-tro Lombardo, conosciuto sotto il nome di Maestro delle sen-tenze . Volle questi verso la metà del duodecimo secolo di-stendere una vasta opera, che contenesse quanto fa d’uopoper formare un teologo, o ciò almeno ch’ei desiderava chesapessero i teologi suoi scolari, e compose infatti l’opera, chevenne poi tanto in voga delle Sentenze . Quivi egli forma uncompiuto e ben ordinato sistema di dottrina intorno a Dio
(a) Thes• noy. Aneci.' tom. v •
(b) Ibid.
(c) De cel . scholis.