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mato Abaelardo, cui l’acume dialettico rendeva a tutti ter-ribile; e più libri ci ha lasciati, in cui vedere gli errori diquel dottore, e impararne la confutazione. Il peso della suadottrina, e l’ardore dell’eloquenza costrinsero Gilberto porre-tano a ritrattarsi de’ suoi errori. Pietro de Bruis, Arnaldo diBrescia, e gli altri eretici di que’ tempi sentirono la pungen-te sferza della sua teologia. La più pura e sana morale s’im-para ne’ suoi trattati ; in tutte le opere ammirasi l’unzione,la pietà, la dolcezza e forza della sua eloquenza; la dottri-na e la disciplina della chiesa si presentano come in un ve-race ed esatto quadro ne’ varj e sempre dilettevoli ed istrut-tivi suoi scritti; e san Bernardo insegna sempre ed erudisce,da per tutto spande da’ dolci suoi labbri il salutifero meledi morali ammaestramenti e di lezioni dogmatiche ; e tutto-ché venuto sì tardi in tempi a noi sì vicini si è meritatodalla chiesa l’essere predicato per un suo santo padre, edonorato col lusinghiero titolo di mellifluo dottore. Contem-poraneamente a san Bernardo fioriva con gran fama di vir-tù e di dottrina Pietro abate cluniacense, che si meritò ilnome di venerabile , e venne chiamato 'Pietro venerabile. Legrazie dello stile, la copia dell’eloquenza, la giustezza e so-dezza delle sentenze, e le curiose ed interessanti notizie d’ec-clesiastica disciplina rendono agli eruditi sommamente prezio-se le sue lettere, nelle quali altresì vedonsi discusse moltequestioni con copia e varietà di ragioni teologiche, e congravità e forza d’eloquenza, che lo mostrano vero teologo (a).Ma dove ci fa conoscere quanto egli possedesse la vera teo-logia è ne’ suoi trattati. V’erano alcuni, che non credeva-
Pxetro ve-nerabile •
(a) Ep. vii, lib. ni, al.