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Impugnatori I teologi del duodecimo secolo portarono a varj oggettila loro attenzione, ed uno di que’, che più l’occuparono, fula confutazione degli ebrei. Questi, arricchiti col commercio,educati nelle scuole degli arabi, chiamati a medici da varjprincipi, e prodotti al pubblico con molti scritti, divenneroinsolenti é superbi, ed ardirono di attaccare in voce e iniscritto i cristiani. Furono quindi stimolati i teologi ad en-trare con essi in contesa, a mettere in vista i loro errori, ea confutarli in varie maniere . Noi abbiam detto come Pie-tro cluniacense scrisse contro gli ebrei; così pure Pietro ble-sense presentò loro un dotto scritto, dove riportò tutte leprofezie, che la venuta di Cristo riguardano. L’abate Ru-perto tre libri scrisse di dialoghi fra un cristiano ed un ebreointorno a’ sacramenti della fede. Odone di Cambrai esposein un dialogo con un ebreo la necessità dell’incarnazione, edella grazia di Gesù Cristo. Il Martene ha dato alla luce uninsigne libro contro gli ebrei d’un anonimo del duodecimosecolo (a). Il sopraccitato Riccardo di san Vittore, Gilber-to discepolo di sant’Anselmo, Guiberto , e varj altri preserodi mira gli ebrei, e studiarono di convincerli de’ loro erro-ri, o di persuaderli delle verità delia noscra fede. Gli ebreistessi convertiti alla religione cristiana facevano uso de’ lorolumi per ispirare agli antichi lor confratelli la vera fede. Ce-lebre è Samuele autore d’una lunga lettera al rabbino Isacco,più volte stampata e ristampata, che co’ chiari testimoni de’profeti dimostra la venuta del Messia. Ma più celebre ancoraè il suo traduttore, l’ebreo Pietro Alfonso, o Pietro Bonome,il quale, intimamente istruito delle opinioni e delle pratichede’ suoi nazionali, non si contentò di far conoscere a tutti
(a) Thes, aneli- tom. v.