Band 
Tomo sesto & settimo.
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Degli ere'rici.

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n’impiega per combattere la dottrina, e le pratiche de’ sara-ceni (a). Ildeberto vescovo di Tours scrisse in versi delie fro-di di Maometto (6 ). D’incerto tempo, ma che non sembralontano da’ secoli, su’quali ora versiamo, fu quel Marco ca-nonico di Toledo, che fece in latino la versione dell’alcora-no esistente nella biblioteca cesarea di Vienna, di cui ci dànotizia il Lambecio (c). E così molti teologi utilmente im-piegavansi per dimostrare agli ebrei, ed a’ maomettani glierrori della loro religione, e la verità della nostra.

Ma il maggiore studio de’ teologi di quel tempo era dicombattere le allor correnti eresie. Tuttoché nel secolo un-decimo l’errore di Berengario su l’eucaristia fosse rimasto sof-focato coll’opere di Lanfranco, e di tant’altri già nominati,seguitarono nondimeno anche posteriormente Algero, Goffre-do di Vendoma, e più altri a impugnare le loro penne perprovare la reale presenza del corpo di Cristo sotto le spezieeucaristiche. Guiberto di Nongento, oltre il provare la real-tà del corpo di Cristo, entrò in altre questioni riguardantil’eucaristia ( d ). Altre questioni su la stessa materia trattò pu-re Arnolfo vescovo di Rochester (e). E così il sacramentodell’eucaristia, che fin dal nono secolo cominciò ad esseredibattuto da’ teologi, occupò anche gli studj di que’ del duo-decimo. Ma l’eresie de’ cattari, degli albigesi, de’ valdesi,e di tutti que’, che con nomi diversi se la prendevano con-tro la chiesa, contro i suoi riti, contro i sacramenti, controi beni, contro i ministri, e contro quasi tutto il culto catto-lico, siccome quelle, che allor dominavano, furono l’eresteche singolarmente impegnavano lo zelo de’ veri, teologi. Uno.

(a) Tit. v De sarrac. lege des-truenda etc. (b) Fabr. ibid„

(c) Tom ni, lib. il, C. vili. (d) De buccella Judae data etc.(e) Ep. ad Lambert.