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to un’opera delle più dotte, e piu interessanti di quell’età.Verso que’ tempi il cremonese Moneta scrisse la sua grand’opera contro i cattari e i valdesi in cinque libri divisa, chesolo verso la metà di questo secolo, è stata data alla lucedal suo confratello Ricehini. Al principio del secolo decimo-terzo scrisse Pietro cisterciense una storia di quell’eresia, chededicò al papa Innocenzio III. Poco dipoi anche nella Spa-LucadiTuy.gna Luca di Tuy prese a combattere gli errori degli ereticiallor dominanti, che l’editore Andrea Scotto abbracciò tutticol nome di albigesi. Egli nel primo libro non fa che rife-rire alcuni passi di san Gregorio, e di sant’Isidoro a tali er-rori contrarj; passi però sì forti ed opportuni, che evidente-mente dimostrano sin da’ tempi di que’ padri la costante tra-dizione e dottrina della chiesa, che gli eretici ardivano dinegare. Negli altri poi nel trattare distesamente de’ sacramen-ti, de’ sacramentali, della forma della croce, de’ santi dot-tori, e delle favole, e delle frodi, che gli eretici inventava-no, e di moltissimi altri punti, che od erano peculiari deglialbigesi, o potevano a’ medesimi riferirsi, sottilmente scopre,e dispiega i dolosi loro artifizj, e spesso anche con vera dot-trina teologica li combatte. Dove non solo sono da osserva-re gli errori, le favole, le frodi, e gli artifizj, talor anchetroppo grossolani, che adoperavano quegli eretici, e che nonsi sono vergognati d’usare talvolta quegli eziandio de’ nostritempi; ma è altresì da riflettere a confusione de’ pretesi filo-sofi di questi dì, che molti da lor vantati come ingegnosipensieri su la creazione e conservazione del mondo, su’ mi-racoli, e su altri simili punti or tanto dibattuti, si spacciava-no già fin d’allora da que’ rozzi e ignoranti eretici (a). Do-
(a) Lib. ni, c I, il, al.