po tanti e sì differenti impugnatori venne il piacentino Re-merò, il quale, come Bonaccorso, ed Ermengardo, era statoper molto tempo colto ne’ lacci di quegli eretici, e conver-tito poi alla vera credenza, ed entrato nell’ordine de’ predi-catori, scrisse un libro contro i medesimi, dove molte noti-zie di questi e d’altri eretici si contengono ; ed altri pure do-po Reniero seguitarono a scrivere contro quella setta. Ma adonta di tanti scritti seguitarono in varie provincie a sussiste-re tali eretici, che poi in qualche maniera produssero i wik-lefisti, e gli ussiti, e quindi i luterani, ed i calvinisti. Ad ognimodo però gloria è di quegli scrittori Tessersi opposti contanto zelo a’ progressi dell’eresia, e l’avere prodotto ne’ se-coli duodecimo e decimoterzo opere teologiche, ch'eiano de-gne di miglior tempo. Più che gli scritti polemici, ed i trat-tati teologici abbondavano in quel secolo le lettere., benchéspesso anch’esse teologiche, e piene sempre di lumi per ladisciplina ecclesiastica, particolarmente perla monastica. SanBernardo, Pietro venerabile, Pietro blessense, Pietro cellen-se, Goffredo, Guiberto, ed altri infiniti scrissero lettere, nèpuò appena ritrovarsi alcuno scrittore di quell’età, che nonabbia lasciate lettere, nelle quali generalmente, oltre i moltilumi, che contengono di dottrina, reca maraviglia una cer-ta eleganza ed eloquenza, che non era tanto comune neglialtri scritti. Quest’eleganza spiccava di più in confronto dell’in-coltezza di tante opere scolastiche , che ogni dì venivano fuori.
Per quanto molti saggi scrittori e zelanti teologi si oppo-nessero alle frequenti somme, e nuove opere teologiche, che idottori scolastici producevano, e si lagnassero del metodo,che in esse s’adoperava, e della dialettica e della filosofiaperipatetica, con cui trattavasi la teologia, poco ftutro otte-nevano le loro opposizioni, e i dottori seguitavano a produr-
Reniero.
Lettere teo-logiche .
Teologi sco-lastici .