Band 
Tomo sesto & settimo.
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re opere simili, e gli scolari, e la maggior parte de’ lettoria riceverle con avidità, e con elogi. Anzi come al principiodel secolo decimoterzo colle premure delFimperadore Federi-go II, e colle traduzioni de’ libri d’Aristotele, e degli arabisi rese più universale il gusto della filosofia peripatetica ; cosìanche vie più s’introdusse questa nella teologia; ed Avicenna,ed altri commentatori d’Aristotele, che prima neppur di no-me erano conosciuti da’ teologi, cominciarono ad occupareonorato posto ne’ nuovi scritti teologici. La pubblicità dellescuole, il numeroso concorso degli scolari, e la mancanzade’ libri necessarj per tanti studenti obbligavano i professoria raccogliere in ristrette somme intieri corpi di tutta la teo-logia, da potersi dettare, e spiegare in poc’anni nelle scuole,e impararsi dagli scolari. Quindi i libri di sentenze, e lesomme, che ogni dì venivano fuori da’ professori di teologia,come di sopra abbiamo veduto. Questi libri di sentenze, equeste somme teologiche cominciarono a sembrare troppo ari-de , nè appagavano l’ambiziosa curiosità degli scolari , nèdavano materia dove far campeggiare l’ingegno degli scolarie de’ maestri; e perciò se ne fecero nuovi comenti, s’intro-duasero questioni, che ne produssero delle altre, e si passòd’una in altra a tali specul izioni, che poco o niente aveva-no a fare colle proposizioni teologiche , alla cui intelligenza *

dovevano servire. Tali questioni non avendo relazione colladottrina delle scritture,^ de’concilj, e de’ padri, la quale al-tronde per la scarsezza de’ libri, e per l’incoltezza de’ tem-pi non era molto familiare a que’ teologi, si scioglievanocon ragioni di naturale congruenza, e colle dottrine filosòfi-che allor correnti, le quali altro non erano che le aristoteli-che . Lo spirito dialettico, ower sofistico, da gran tempo do-minante nella Scozia e nella Francia, ed animato allor mol-