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Tomo sesto & settimo.
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to più colla peripatetica ed arabica filosofia, faceva adopera-re un metodo eristico di strette pruove, d’urgenti obbiezioni,di secche risposte, d’entimemi, e di sillogismi, d’espressioni,e di parole, per così dire, tecniche, che formavano quellostile barbaro e disgustoso, che viene comunemente detto sco-lastico. Tale infatti è il corso, che noi vediamo aver fattola scolastica. Qual differenza da Alessandro d’Ales del prin-cipio del secolo decimcterzo a Pietro Lombardo della metà/ dell’antecedente? E quale poi all’opposto dallo stesso Alessan-dro a Scoto, ad Occamo, e ad altri teologi posteriori? Ala-no, Simone di Tournai, Pietro di Corbia, Alessandro d’Ales,ed altri parecchj al principio del secolo decimoterzo scriveva-no somme e questioni teologiche, e trattati e cementi sopral’opere d’Aristotele, mischiavano la vana loro filosofia collateologia, e introducevano nuove questioni, e cominciavano a

discostarsi dalla semplicità de’ primi scolastici. Noi, per tace-

re degli altri, lo vediamo in Alessandro d’Ales. Egli non Alessandromuove troppe questioni eterogenee, e lontane da’ teologicidogmi, non cita molto i filosofi per appoggiare alla loro au-torità la sua .dottrina, e fa usò assai frequente de’ padri, ben-

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che più spesso che degli antichi forse gli erano poco cono-

sciuti, del quasi suo coetaneo sant’Anselmo cantuariense j matalvolta non pertanto chiama in appoggio delle sue asserzio-ni Avicenna, scrive comentarj e questioni su’ libri delle sen-tenze, e su la metafisica d’Aristotele, adopera troppo le ra-gioni filosofiche, e di naturale congruenza, che non sempreconchiudonoj e mette in uso lo stile sillogistico, ed il lin-guaggìo, e il metodo di trattare le materie, ch’è conosciutocol nome di scolastico . Il metodo scolastico ha veramente i Metodosco-

lastico.

suoi vantaggj, che possono renderlo utile a’ teologi: in essovi si dispongono le materie con ordine distribuite sotto i par-

Tomo VI.

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