Band 
Tomo sesto & settimo.
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ticolari lor titoli; si spiega distintamente lo stato della que-stione, senza lasciar luogo ad incertezze ed ambiguità; si trat-tano le materie distesamente, nè si lasciano, per così dire,uscire di mano se non quando sono già affatto esauste; veg-gonsi chiaramente le proposizioni con giustezza e con preci-sione, propongonsene le pruove con nettezza e brevità, sipresentano tutte le obbiezioni, che possano muoversi controle proposte asserzioni, e si dà ad una ad una la particolaresua risposta, e si mostra in tutto più apertamente la propriadottrina dello scrittore, senza permettergli deviamenti, nè la-sciargli campo a dolose ritirate, o ad arbitrarie interpretazio-ni: ma tante questioni impertinenti al soggetto, di cui si dèetrattare, tant’uso di dialettiche e filosofiche ragioni, e sì po-co delle teologiche, tanta deferenza agli oracoli d’Aristotelee de’ suoi comentatori, tante voci barbare e dissonanti, tan-ta secchezza ed aridità, tant’abbandono in tutto lo stile, edaltri difetti, che sogliono accompagnare gli scritti scolastici,ed anzi ne formano nella comune opinione il principale ca-rattere, rendono il metodo scolastico poco gradito general-mente da’ buoni teologi. Questo metodo però ricevè maggio-/ re autorità verso la metà di quel secolo coll’uso, che vollefarne Alberto, non senza ragione chiamato Grande .

^AibertoMa- Era Alberto il più erudito professore, che si fosse vedutonelle scuole, e il primo de’ latini, che fosse entrato a ricer-care quanto ne’ filosofi greci, latini, arabi, ebrei, ed egizia-ni v’era di più accurato ed esatto, come dice nella prefazio-ne l’editore delle sue opere. Questo rispettabile ed indefessoscrittore, oltre lunghi comenti delle opere d’Aristotele, oltremolti libri di logica, di fisica, di metafisica, e di morale,oltre varj trattati di chimica, e d’ogni parte della storia na-turale, oltre infiniti comenti di libri della scrittura, ed an-

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