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de’ dannati5 e quante questioni? Se i dannati abbian vita?Come la morte possa essere eterna ? e così d’altre simili. Equali giuochi su le parole 'vita, e mone? quante picciole edinconcludenti ragioni? Alberto insomma si può dire il teolo-go più scolastico, che finallora avessero veduto le scuole. In
sanTomma. questo stato trovò san Tommaso la teologia. Che altro po-so d’Aquino.
teva fare quel modesto e santo dottore che seguire le tracce,che sì altamente avevano impresse i suoi predecessori ? Unmetodo stabilito per più d’un secolo nelle scuole, un metodoadoperato in quello stesso secolo da un Alano, da un Ales-sandro , e particolarmente da un Alberto stato suo maestro,non poteva sì facilmente abbandonarsi da un giovine profes-sore, qual era san Tommaso. Egli infatti non ebbe il corag-gio di discostarsene, e seguì francamente la via, che i suoipredecessori gli avevano aperta, e scrisse più e più libri filo-sofici e teologici, e tutti nel metodo, stile, e gusto' scola-stico. Sembra ad alcuni strano, che la maggior parte de’ teo-logi delle scuole scrivessero ugualmente di teologia e di filo-comenti sofia, e cementassero Aristotele non men che Pietro Lombardo.
d’Aristotele. .
Ma come que’ dottori di teologia erano stati prima, ed era-no anche talora contemporaneamente professori di filosofia,scrivevano come tali trattati di filosofia, e comenti su’ librid’Aristotele, per passare quindi a Pietro Lombardo, ed allateologia. Così pure adoperò san Tommaso, e lunghi comen-ti, e dotte sposizioni ci diede di tutti i libri filosofici d’Ari-stotele. Sul che, come alcuni l’hanno voluto considerare comeinfrattore de’ decreti de’ papi, che avevano proibita la lettu-ra delle opere d’Aristotele, il Launojo (a) ne va cercando lescuse, o perchè la proibizione era soltanto ristretta a’ profes-
(a) De var. Arist. fort. c. vii epist., lib. v, ep. ix.