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sori di Parigi, che abusavano di tale dottrina, o perchè erasoltanto interinale, finché que’ libri non fossero corretti, operchè san Tommaso sarà stato munito di particolare facoltàdello stesso papa. Il Mansi (a) osservando, che Tolommeodi Lucca dice (b), che san Tommaso s’accinse a scrivere ta-li comenti mentre era lettore in Roma, non vuole nepnurdubitare che noi facesse con piena licenza del papa. Ma per-chè non credere apertamente, che tutte unitamente concorres-sero le ragioni accennate dal Launojo, e che la pontifiziaproibizione fosse ristretta a Parigi, e limitata al tempo, incui non fossero ancor corrette le opere di Aristotele, e cheappunto perchè si ottenesse tal correzione volesse il papa,che i saggi e religiosi scrittori componessero tali comenti ?Certo oltre san Tommaso in Roma, in Colonia Alberto ma-gno esemplare e pio dottore, ed altri religiosi scrittori inaltre scuole avevano abbracciata una si.mil fatica. San Tom-maso poi con più ingegno e giudizio di tutti gli altri comen-tò, e spiegò la dottrina d’Aristotele, e con più religioso eilluminato zelo ne corresse gli errori. Ma lasciando da par-te i libri d’Aristotele, e gli studi filosofici, e venendo allateologia, con quanta maestria e padronanza non percorse egliì vasti campi di quella scienza? Intraprende nuovi comentisul maestro delle sentenze, e vi tratta nuovi argomenti, einventa nuove questioni, e dà nuovi lumi per l’intelligenzadelle materie da quello non abbastanza illustrate. Il gustodel secolo portava alle questioni 5 e Tommaso diverse questio-ni agita col titolo di disputate , e di quotlibetiche . Infiniti so-no i suoi opuscoli teologici, or di compendio della teologia,or su gli articoli della fede contro i greci, contro gli arme-
na) Bibl. lat. Fabr. v. Thomas de Aquino, (b) Hist. eccl. lib. xxil, c. xxìv.