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Tomo sesto & settimo.
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ni quotlibetiche, somme teologiche, e comentarj su’ libri del-le sentenze. Così fece l’inglese Guiglielmo Guarron, che,secondo il testimonio di Tritemio, fu maestro dei celebreScoto $ così Matteo d’Acquasporta, così Enrico di Gand, così0 Guglielmo della Mare, così parecchj altri. Questo Guglielmodella Mare ardì di criticare le opere di san Tommaso, e scris-se un Correttorio delle medesime. Sembra, che già allora in-cominciasse a sentirsi nelle scuole qualche emulazione, e ca-lore di partito fra i religiosi di differenti istituti. Quelli checontavano fra’ loro religiosi il primo raffinatore del gusto sco-lastico, il dottore irrefragabile Alessandro d’Ales, e che pote-vano a ragione vantare il serafico dottore san Bonaventura,non avranno sofferto in pace, che abbandonati i loro confra-telli, teologi sì sublimi, si piegassero tutte le scuole ad ab-bracciare la dottrina del domenicano Tommaso. Vediamo in-fatti il soprannominato Guglielmo dell’ordine de’ francescanidare al pubblico una critica col titolo di Correttorio delle ope-re di san Tommaso: fra le opere, che si ritrovano nelle bi-blioteche d’Inghilterra del francescano Giovanni Peckam, sicontano alcune sue dispute coll’angelico dottore (a)$ e final-mente dopo la morte di san Tommaso sorse un francescano,il famoso Giovanni Duns, detto Scoro , decorato col titolo diDottore sottile , il quale colla sottigliezza del suo ingegno in-ventò nuove questioni, e nuove arguzie, e stabilì principjdifferenti da que’ di san Tommaso, e formò un partito, oduna nuova scuola teologica, diversa dalla tomistica. Allora ifrancescani si dichiararono scotisti , e tutti que’ che concor-revano alle loro scuole abbracciarono il lor partito j comeall’opposto i domenicani, e i loro scolari si onoravano col

(a) Fabric. Bill. meà. et inf. latin. Du-Pin Nouy. bibl. etc. totn. x» c. iv.