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po in agitazione le scuole teologiche, e le ha anche poi nonrade volte occupate ne’ secoli posteriori (a). Alcuni anni dipoi, nel 1333, mosse Giovanni un’altra questione, che l'hafatto, benché vanamente, passare presso alcuni come cadutonell’errore de’ millenarj. Propose privatamente in alcune pre-diche, e in alcuni discorsi, che le anime de’ santi non go-deranno della visione di Dio prima della generale risurrezio-ne de’ corpi, e fece spargere da altri questa dottrina, accioc-ché, com’egli diceva, venisse meglio discussa, e più attenta-mente esaminata da’ teologi. Ma vedendo Giovanni l’oppo-sizione quasi generale di tutti i teologi alla dottrina da luiproposta, cominciò ben presto a moderare le sue premure;e al sentirsi nel seguente anno vicino alla morte, ritrattòquanto su questo particolare aveva predicato, o discorso, chepotesse recare scandalo a’ fedeli, e fece una chiara professio-ne della fede cattolica. Così in poco tempo venne a termi-narsi una questione, che pareva dovesse produrre funeste con-seguenze.
Le produsse pur troppo funestissime verso la fine di quelsecolo l’inglese Giovanni Wiklef, il quale amareggiato con- wikief.tro l’arcivescovo di Cantorberì, e contro il papa per esserglistata tolta la prefettura d’un collegio da lui illegittimamenteoccupata, restituendola ad un religioso francescano, a cui le-galmente apparteneva, sfogò la sua bile col prorompere ineresie, che ferivano la podestà della chiesa, e gli ordini re-ligiosi. Le eresie de’ canari e de’ valdesi, che avevano pe-netrato anche nell’Inghilterra, e la dottrina di Marsiglio diPadova, ch’era stata ben ricevuta nelle corti, i contrasti delre e de’ magnati col papa per la collazione de’ benefi-
(a) Wading. in Annui. Min ., ad ann. 1322. Rainold. ad ann. 1323.
Tomo VI.
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