Band 
Tomo sesto & settimo.
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So-

stato della(teologia.

zj, e per l’esazione del denaro, le liti e le amarezze dellapotestà laica contro l’ecclesiastica, il denaro di san Pietro , edaltri pesi e gravami, che la corte di Roma credeva di porerimporre agl’inglesi, tutto aveva servito a preparare gli animiper ben accogliere una dottrina, che conveniva in gran par-te cogli errori de’ cartari e di Marsiglio, che toglieva la su-periorità del papa e de’ vescovi, che infringeva la forza dell’armi ecclesiastiche, che negava alla chiesa il diritto di pos-seder beni, e che secondava le idee e le pretensioni di moltisuoi nazionali. Infatti lungi dal soffocarsi colla condanna delpapa e de’ concilj, come s’erano facilmente soppressi gli er-rori d’altri anteriori teologi, si sparsero sempre più, e creb-bero maggiormente nelle bocche de’ suoi seguaci, e passaro-no anche fuori dell’Inghilterra, e penetrando nella Boemiacolpirono l’animo del teologo di Praga Giovanni d’Us, gl’in-spirarono più coraggio per predicare l’erronee sue opinioni, lequali eccitarono ad esporre anche le loro proprie Girolamodi Praga, e Giacomello o Giacomo di Misnia, e si formaro-no le varie sette de’ wiklefisti, e degli ussiti, che produsserotanti disordini, ed afflissero per tanto tempo la chiesa. Que-ste però servirono alquanto a risvegliare i teologi da’ vaneg-giamenti, a cui s’incaminavano nelle scuole, e a richiamarlial vero sentiero dello studio delle cattoliche verità. Mentrenon v’erano altre eresie da soggiogare che quelle de’ beguar-di e beguini, de’ fraticelli, e simili altre, le quali più sìdomavano con proibizioni e castighi che con argomenti e ra-gioni, non abbisognavano i teologi d’uscire in campo per com-batterle, e si tenevano però entro le scuole, dove non istu-diavano che di far pompa del loro ingegno, d’allacciare, estringere gli avversarj con sottili quistioni, e di vincerli indialettiche arguzie, e in acuti e talor sofistici raziocinj. Ma