Band 
Tomo sesto & settimo.
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contro gli ussiti, ch’egli a ragione chiamò dottrinale dell’an*tichità della fede cattolica, dove non questioni inopportuneed inutili, ma passi delle scritture, de’ concilj e de’ padri,e ricco tesoro profonde d’ecclesiastica antichità e di teologi-ca erudizione. Nè solo la causa de’ wiklefisti, ma tutte l’al-tre questioni s’incominciarono a trattare colla conveniente di-gnità .

Gran merito si fece nelle scienze ecclesiastiche il Cardi-Pietro d’Aii. naie di Cambrai Pietro d’Ailly, che seppe unire alla teolo-gia tant’altre cognizioni d’astronomia, e di moltiplice erudi-zione, che tante belle opere diede su varie materie, e cheformò nella sua scuola il Gerson, il Clemanges, ed altri teo-logi, Nobile eloquenza, severo giudizio, e vasta e varia eru-dizione ritrovasi nelle opere del Clemanges, e sì il dogma,che la morale, e la disciplina hanno ricevuti non pochi lu-mi da quel dotto teologo, il quale altresì molto faticò, emolto scrisse per rimettere la teologia nel primitivo suo splen-dore (a). Ma questi, e tutti i teologi di que’ secoli riman-Gersone. gono di gran lunga inferiori al celebre cancelliere Gersone.Un esatto metodo, un raziocinio giusto, una piena compren-sione delle materie, una scelta ed opportuna erudizione, iprincipj cavati dalla scrittura e dalla ragione naturale, edun’eloquenza chiara e precisa, benché ancor disadorna, sonole doti, che rendono le opere del Gerson superiori al suo se-colo, e che, o tratti punti dogmatici, o morali, o di discipli-na, lo mostrano da per tutto un eccellente teologo. Non perquesto vorrò io firmi l’apologista , e molto meno il panegi-rista di tutte le sue opinioni; ma dirò soltanto, che se orsembra dura la depressione , a cui egli riduce l’autorità pon-

(a) De stai- theolog.