Band 
Tomo sesto & settimo.
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rispettavano la dignità, e ne professavano sommissione, aquella degli eretici, che per alcuni difetti, che rilevavanonegli ecclesiastici, volevano già distrutta la chiesa, dispregia-vano ogni sua podestà, atterravano i suoi sacramenti, e per-seguitavano i suoi ministri? Ma ritornando allo stato deliateologia nel secolo decimoquinto, noi possiamo contemplarlonel concilio di Costanza, celebrato nell’anno 1414, e ne’se-guenti, e vi troveremo de’ saggi della passata rozzezza, edelia nascente cultura. Scorgonsi chiari vestigj della scolasti-ca teologia nella censura, e nella condanna degli errori diWiklef fatte da’ teologi costanziensi * idee delle scienze pro-fane ristrette ed inesatte 5 erudizione emendicata dal decretodi Graziano, dal maestro delle sentenze, e da’ moderni sco-lastici ; stile incolto, ed involuta maniera d’argomentare ; matutto ciò accompagnato di gran sodezza e verità di dottri-na (a). Quali argomenti sono mai quelli, che vuole ricava-re un grande visitatore de’ monaci m una costituzione diste-sa in quel concilio da un passo male interpretato di san Gre-gorio Magno, da una falsa etimologia della parola monaco,e da altri simili luoghi poco teologici (ò) ? Che altra erudi-zione, che altro stile, che altra chiarezza e forza di ragioninon vedonsi nell’esortazione del cardinale Pietro d’Ailly perla correzione del calendario, e in altri discorsi tenuti dal me-desimo in quel concilio (c) ? Quanta forza di ragioni e d’au-torità non apporta il Gerson, or parli contro la setta de’flagellanti (d ), or contro gli errori di Matteo Grabon (e),or contro le opinioni di Giovanni Petit, or su altre materieespanda la sua dottrina? Giacomelio, ossia Giacomo di Mi-

(a) Appendix Cono. Consc. Theo!. Const. etc. Edit. Ven. pagg. 846, 870, seq.

(b) Ibid. pag. 1174. (c) Ibid. pag. 1149*

(d) Pag, 160. (e) Pag. 1170.