suo discorso, nè contenersi ne’ confini del buongusto, e del-la severa logica: in mezzo a molte ragioni sodissime ne se-gue altre non abbastanza ferme e sicure, e pieno di testi benconcludenti non sa scartarne altri men opportuni, e che sem-brano troppo lontani dal suo proposito, e con un buon fon-do di erudizione e di teologia troppo conserva di scolasticis-mo. Tali pure si mostrano gli altri tre, i quali forniti ugual-mente d’erudizione teologica, e di sottigliezza dialettica, sonoancor privi di quella colta eloquenza, di quella critica, e diquella logica, e forza di ragionare, che rendono i discorsi piùpiacevoli, più convenienti, e più persuasivi, benché non la-scino di provare pienamente le materie, che trattano. A giu-dizio dello stesso Basnage, il quale cerca di metterli tutti indiscredito (a), il Carlier molte cose dice, che sono lodevoli,e che lo sarebbono dippiù, se maggior relazione avessero collaproposta materia; e il Polemar in sostanza ha ragione, ben-ché talora s’appoggi ad argomenti, ed a monumenti poco si-curi, quali sono la donazione di Costantino, e la sua gua-rigione dalla lepra, e il battesimo per manò di san Silvestro;ciò che però non è vero, nè può dirsi dal Basnage con sin-cerità e buona fede, non appoggiandosi il Polemar a tali fat-ti , che solo.cita incidentemente. Dov’è da osservare di tantiarticoli erronei, propagati con tant’ardore, e con tant’appa-rato di dottrina da Wiklef e da Us, a quali finalmente siattaccassero gli ussiti, ed a che riducessero le lor pretensio-ni, che tanti torbidi e tanti disastri cagionarono in gran par-te d’Europa. Anzi di queste quattro pretensioni la principalee la più romorosa, e quella che si può dire la caratteristicadegli ussiti, non era che la comunione colle due spezie, ed
fa) Observ • hist. Canis, Thes. nov. etc. tom. V.